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Author Archive %s Fabiola Ditta

Le lastre termografiche

La capacità di diagnosticare correttamente l’inestetismo da trattare e le cause che gli hanno dato origine, rappresentano un elemento determinante della possibilità di ottenere dei risultati significativi.

Per quanto riguarda la diagnosi degli inestetismi tipici del corpo, uno strumento diagnostico molto valido sono senza dubbio le lastre termografiche.

Le lastre termografiche consentono di valutare l’estensione e la gravità del danno micro-circolatorio cutaneo e, di riflesso, quello ipodermico, in base alle variazioni distrettuali della temperatura cutanea. Questo consente di stabilire lo stadio della cellulite o la quantità di adipe presente nelle zone da trattare.

Le variazioni di temperatura rivelano infatti, la presenza di aree fredde, dovute ad ipotermia (carenza di calore per cause circolatorie) distrettuale o di fenomeni di stasi capillaro-venulare (aree calde).

Grazie alle lastre termografiche è possibile:

  • evidenziare la cellulite fin dai primissimi stadi;
  • individuare con maggiore precisione le zone da trattare e sulle quali insistere;
  • approntare i trattamenti più idonei per ogni caso;
  • seguire il processo evolutivo controllando le risposte ai trattamenti;
  • attribuire un valore economico alla consulenza

Tutto questo in modo assolutamente non invasivo, indolore, rapido (bastano pochi secondi di applicazione delle lastre termografiche) e soprattutto ripetibile, per innumerevoli volte.

Come proseguire i percorsi corpo anche dopo l’ultimo trattamento

Spesso alla fine del ciclo di trattamenti molti centri estetici incontrano la difficoltà maggiore: trasformare il mantenimento in una scelta consapevole della cliente.

Il problema è che, una volta raggiunto il risultato, la cliente tende ad abituarsi al proprio nuovo aspetto. Quello che all’inizio rappresentava un cambiamento importante diventa rapidamente la normalità e il valore del percorso si affievolisce nella sua percezione.

Per questo spiegare non basta. Occorre mostrare.

Le lastre termografiche consentono di rendere visibile il percorso compiuto, documentando in modo oggettivo i cambiamenti ottenuti. Rivedere insieme le immagini significa aiutare la cliente a prendere coscienza del risultato raggiunto e del lavoro necessario per conservarlo nel tempo.

La prosecuzione del percorso è ancora più naturale in presenza di un Sistema di Proposta Guidata. Grazie a questo strumento infatti il mantenimento non viene presentato come una nuova vendita alla fine del percorso di trattamenti, ma come la naturale prosecuzione del programma sin dalla prima consulenza.

Il Sistema di Proposta Guidata è infatti un piano definito utilizzabile in fase di proposta iniziale, costruito sulle caratteristiche della cliente e sugli obiettivi raggiungibili, sostituisce indicazioni generiche come “poi valutiamo come proseguire” con una proposta professionale, motivata e personalizzata sin dal principio.

Quando diagnosi metodo lavorano insieme, cambia anche il modo in cui la cliente percepisce il mantenimento: non come un trattamento in più, ma come la scelta più logica per proteggere il risultato ottenuto.

Perché la tecnologia, da sola, produce dati. È il metodo con cui quei dati vengono interpretati e trasformati in un progetto di continuità a generare valore, per la cliente e per il centro estetico.

Responsabile tecnico temporaneo: una novità importante, ma non priva di dubbi interpretativi

La Legge n. 50 del 2026 ha introdotto una delle novità più rilevanti degli ultimi anni per le imprese del settore estetico: la possibilità di nominare un responsabile tecnico temporaneo in caso di assenza del responsabile tecnico titolare.

L’obiettivo della norma è chiaro: consentire ai centri estetici di affrontare situazioni di temporaneo impedimento senza dover interrompere l’attività, garantendo al tempo stesso la presenza di una figura responsabile durante lo svolgimento delle prestazioni. Tuttavia, la formulazione della disposizione ha aperto un dibattito interpretativo tra le principali associazioni di categoria.

Cosa prevede la nuova norma

La Legge n. 1/1990 continua a stabilire che ogni sede in cui viene esercitata l’attività di estetista debba avere un responsabile tecnico, individuato nel titolare, in un socio partecipante al lavoro, in un familiare coadiuvante o in un dipendente in possesso della qualificazione professionale, la cui presenza deve essere garantita durante lo svolgimento dell’attività.

La Legge n. 50/2026 introduce ora la possibilità di designare un responsabile tecnico temporaneo per un periodo massimo di trenta giorni, prorogabile fino a novanta giorni in presenza di comprovati motivi di salute.

La figura sostitutiva può essere individuata tra un dipendente, un familiare coadiuvante o un collaboratore con almeno tre anni di esperienza professionale nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione. La nomina deve essere tempestivamente comunicata al SUAP e alla Camera di Commercio territorialmente competente.

Il punto che divide: serve anche la qualifica professionale?

La questione interpretativa nasce dall’espressione contenuta nella norma secondo cui il responsabile tecnico temporaneo è designato “ai sensi del primo periodo” dell’articolo 3. Proprio questo richiamo ha dato origine a due diverse letture.

L’interpretazione di Confestetica

Secondo Confestetica, il richiamo al primo periodo dell’articolo 3 comporta che restino validi anche i requisiti previsti per il responsabile tecnico ordinario.

Di conseguenza, il responsabile tecnico temporaneo dovrebbe possedere:

  • la qualificazione professionale prevista dalla Legge n. 1/1990;
  • almeno tre anni di esperienza professionale nel settore.

In questa lettura, il requisito dell’esperienza non sostituisce la qualifica, ma si aggiunge ad essa. L’associazione ritiene che questa interpretazione sia coerente con la finalità della normativa: garantire elevati standard di professionalità e impedire che la nuova figura possa diventare uno strumento per attribuire, sia pure temporaneamente, responsabilità tecniche a soggetti non qualificati.

L’interpretazione di CNA

Diversa è invece la posizione di CNA, che legge la norma come una disposizione speciale destinata proprio a gestire situazioni eccezionali.

Secondo questa interpretazione, il requisito dei tre anni di esperienza rappresenterebbe un’alternativa alla qualifica professionale limitatamente all’incarico temporaneo.

L’intento del legislatore sarebbe quello di consentire alle imprese di superare periodi di temporaneo impedimento del responsabile tecnico – ad esempio per motivi di salute o esigenze personali – evitando la sospensione dell’attività e garantendo comunque la presenza di una persona con un’adeguata esperienza professionale, a tutela dei clienti.

In attesa di chiarimenti ufficiali

Ad oggi la formulazione della norma consente entrambe le letture e non risultano ancora chiarimenti ufficiali che risolvano definitivamente il dubbio interpretativo.

Per questo motivo è auspicabile un intervento del Ministero competente o indicazioni applicative condivise che consentano alle imprese e agli enti preposti ai controlli di operare secondo criteri uniformi su tutto il territorio nazionale.

Nel frattempo, i centri estetici che dovessero trovarsi nella necessità di nominare un responsabile tecnico temporaneo sono invitati a verificare con attenzione l’orientamento adottato dalla propria Regione e dagli uffici competenti, così da evitare contestazioni in sede amministrativa.

La nuova figura del responsabile tecnico temporaneo rappresenta senza dubbio un’importante opportunità per assicurare continuità all’attività d’impresa. Affinché possa esprimere appieno le sue potenzialità, sarà però fondamentale che il quadro interpretativo venga definito in modo chiaro e uniforme, offrendo alle imprese la certezza giuridica necessaria per applicare correttamente la nuova disciplina.

Azioni marketing per acquisire e fidelizzare i clienti durante l’Estate

L’estate, si sa, è il periodo in cui la domanda di trattamenti estetici base aumenta: cerette, pedicure, manicure express e servizi “pronti per il mare” sono all’ordine del giorno. Le clienti vogliono essere curate e in ordine prima della partenza o durante le vacanze. Ma attenzione: proprio questo interesse per l’aspetto fisico può diventare un’occasione d’oro per offrire molto di più. Ecco 3 consigli pratici per sfruttare al meglio il periodo estivo:

  • Promozioni mirate per i turisti e chi resta in città
    Crea offerte estive “flash” pensate per chi è in vacanza nella tua zona o per chi resta in città: trattamenti express viso/corpo, rituali doposole o pacchetti “estate in bellezza”.
  • Cattura l’interesse con formule “inizia ora, continua dopo”
    Proponi mini percorsi da 2-3 sedute da svolgere tra giugno e agosto, con la possibilità di bloccare un abbonamento agevolato da riprendere a settembre. Questo ti aiuta a mantenere alta la fidelizzazione anche dopo le ferie.
  • Mantieni il filo con i clienti assenti
    Chi parte non va dimenticato: invia messaggi personalizzati, consigli beauty “on the go”, e promuovi l’idea di prendersi cura di sé anche lontano dal centro. Un invito a prenotare già per il rientro può fare la differenza.

In sintesi: sfrutta l’attenzione delle clienti al proprio corpo per proporre continuità, risultati e bellezza a lungo termine.

Il tocco finale protagonista dell’estate:la protezione solare

Durante il periodo estivo, la protezione solare diventa un alleato indispensabile per la salute della pelle e per questo motivo deve diventare il protagonista della fase finale di tutti i trattamenti, non solo di quelli di estetica avanzata! 

L’applicazione della protezione solare è infatti fondamentale alla fine di ogni trattamento, specialmente nelle aree che verranno esposte al sole. Questo passaggio, sebbene spesso sottovalutato, può fare una grande differenza nella salvaguardia della bellezza e della salute della pelle per diversi motivi:

  1. Prevenzione dei Danni Solari: La pelle trattata in cabina è spesso più sensibile e vulnerabile ai raggi UV. L’applicazione della protezione solare aiuta a prevenire danni come arrossamenti, irritazioni, e invecchiamento precoce della pelle.
  2. Salvaguardia dei Risultati: Molti trattamenti estetici, come peeling chimici, microdermoabrasione e laser, rendono la pelle temporaneamente più suscettibile ai danni solari. Proteggere la pelle post-trattamento garantisce che i risultati ottenuti non vengano compromessi dall’esposizione al sole.
  3. Educazione del Cliente: Applicare la protezione solare alla fine del trattamento serve anche come promemoria per i clienti sull’importanza di proteggere la loro pelle quotidianamente, specialmente dopo aver subito trattamenti estetici.

L’applicazione della protezione solare alla fine di ogni trattamento estetico durante il periodo estivo è un passaggio essenziale per proteggere la pelle dai danni del sole e mantenere i risultati ottenuti. Questa buona abitudine non solo dimostra professionalità e attenzione al cliente, ma contribuisce anche a educare i clienti sull’importanza della protezione solare, aiutandoli a mantenere una pelle sana e radiosa tutto l’anno. 

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