Title

Autem vel eum iriure dolor in hendrerit in vulputate velit esse molestie consequat, vel illum dolore eu feugiat nulla facilisis at vero eros et dolore feugait

Category Archive Cosmetica Professionale

Il tocco finale protagonista dell’estate:la protezione solare

Durante il periodo estivo, la protezione solare diventa un alleato indispensabile per la salute della pelle e per questo motivo deve diventare il protagonista della fase finale di tutti i trattamenti, non solo di quelli di estetica avanzata! 

L’applicazione della protezione solare è infatti fondamentale alla fine di ogni trattamento, specialmente nelle aree che verranno esposte al sole. Questo passaggio, sebbene spesso sottovalutato, può fare una grande differenza nella salvaguardia della bellezza e della salute della pelle per diversi motivi:

  1. Prevenzione dei Danni Solari: La pelle trattata in cabina è spesso più sensibile e vulnerabile ai raggi UV. L’applicazione della protezione solare aiuta a prevenire danni come arrossamenti, irritazioni, e invecchiamento precoce della pelle.
  2. Salvaguardia dei Risultati: Molti trattamenti estetici, come peeling chimici, microdermoabrasione e laser, rendono la pelle temporaneamente più suscettibile ai danni solari. Proteggere la pelle post-trattamento garantisce che i risultati ottenuti non vengano compromessi dall’esposizione al sole.
  3. Educazione del Cliente: Applicare la protezione solare alla fine del trattamento serve anche come promemoria per i clienti sull’importanza di proteggere la loro pelle quotidianamente, specialmente dopo aver subito trattamenti estetici.

L’applicazione della protezione solare alla fine di ogni trattamento estetico durante il periodo estivo è un passaggio essenziale per proteggere la pelle dai danni del sole e mantenere i risultati ottenuti. Questa buona abitudine non solo dimostra professionalità e attenzione al cliente, ma contribuisce anche a educare i clienti sull’importanza della protezione solare, aiutandoli a mantenere una pelle sana e radiosa tutto l’anno. 

Tollerabilità dell’epilazione: il problema degli allergeni contenuti nelle cere

Negli ultimi anni, il tema degli allergeni nelle cere epilatorie è emerso con crescente urgenza all’interno dei centri estetici professionali. Parallelamente all’aumento della sensibilità cutanea della clientela, si registra una maggiore incidenza di reazioni avverse legate a ingredienti tradizionalmente utilizzati nelle formulazioni per l’epilazione, tra cui la colofonia.

Una clientela sempre più attenta al problema

La pelle delle clienti oggi è più esposta e vulnerabile rispetto al passato. Fattori ambientali, stress, alterazioni del microbiota cutaneo, uso frequente di cosmetici e trattamenti domiciliari contribuiscono a rendere la barriera cutanea meno efficiente. In questo contesto, le allergie da contatto e le reazioni irritative sono in aumento costante.

L’epilazione, essendo un trattamento meccanico che agisce direttamente sulla superficie cutanea, diventa uno dei momenti più critici. Anche clienti senza una storia allergica conclamata possono sviluppare rossori persistenti, prurito, micro-lesioni o vere e proprie dermatiti da contatto.

Il ruolo della colofonia e degli allergeni nascosti

La colofonia (indicata “rosin” nell’INCI), derivata dalla resina di conifere, è uno degli ingredienti più diffusi nelle cere epilatorie tradizionali grazie alle sue proprietà adesive. Tuttavia, è anche riconosciuta come uno dei principali allergeni da contatto in ambito cosmetico.

La sua presenza può innescare reazioni anche dopo esposizioni ripetute, rendendo il problema progressivo e spesso sottovalutato. A questo si aggiungono profumazioni sintetiche, coloranti e altre componenti potenzialmente sensibilizzanti che, nel tempo, aumentano il carico irritativo sulla pelle.

Per il centro estetico, questo si traduce in una gestione più complessa del servizio: clienti che lamentano fastidi, trattamenti interrotti, fidelizzazione a rischio.

La scelta della linea epilatoria come leva strategica

Optare per formulazioni prive di colofonia e di allergeni noti consente di:

  • ridurre significativamente il rischio di reazioni cutanee
  • ampliare il target di clienti trattabili, includendo anche le pelli sensibili
  • migliorare l’esperienza percepita durante e dopo il trattamento
  • rafforzare il posizionamento professionale del centro

Le nuove tecnologie cosmetiche mettono oggi a disposizione cere innovative, sviluppate con resine sintetiche di ultima generazione o ingredienti alternativi, capaci di garantire performance elevate senza compromettere la tollerabilità cutanea.

Colore Argento (CI 77820) vietato nei cosmetici da maggio 2026

L’evoluzione del quadro regolatorio europeo in materia cosmetica impone un costante aggiornamento tecnico da parte di produttori, distributori e operatori professionali. L’ultima modifica riguarda l’Argento Metallico (CI 77820), pigmento ampiamente utilizzato in diverse formulazioni decorative,in particolare nel comparto nails.

Con l’adozione del Regolamento (UE) 2026/78, che entrerà in vigore a partire dal 1° Maggio 2026, la Commissione Europea ha aggiornato il quadro di sicurezza delle sostanze classificate CMR (cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione). Nel caso del CI 77820, la normativa distingue in modo puntuale tra diverse forme dell’argento:

  • Forma nano e forma massiva → inserite tra le sostanze vietate riportate nell’Allegato II
  • Forma micronizzata/polvere → ammessa solo con limiti precisi di concentrazione e in specifiche categorie di prodotto.

Impatto concreto per il settore nails

Nel comparto unghie, dove l’effetto silver è una componente estetica ricorrente, l’aggiornamento impone alcune verifiche essenziali:

  • Qual è la forma fisica dell’argento utilizzata nel prodotto?
  • Rientra nei parametri consentiti?
  • È disponibile una dichiarazione di conformità aggiornata?

L’adeguamento non è solo una questione formale. L’operatore professionale è parte attiva della filiera della sicurezza e, come tale, chiamato a utilizzare esclusivamente prodotti conformi alla normativa vigente.
Per questo motivo ti suggeriamo di:

  • richiedere al tuo fornitore di questa categoria di prodotti le dichiarazioni aggiornate di conformità delle referenze che contengono questo colorante
  • evitare l’utilizzo di articoli non conformi dopo il 1° Maggio 2026

Come smaltire correttamente smalti e semipermanente “fuori legge”!

Con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2025/877, i prodotti per unghie contenenti TPO o DMTA non possono più essere utilizzati né conservati. 

Ma cosa fare con le scorte ancora presenti nei laboratori, nei magazzini o nei centri estetici?

La legge italiana (D.Lgs. 152/2006) considera questi prodotti rifiuti speciali pericolosi. Non possono quindi essere gettati nell’indifferenziata o nei normali contenitori urbani, ma devono essere smaltiti attraverso ditte autorizzate iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Per estetisti, onicotecnici e parrucchieri non vige l’obbligo del registro di carico e scarico, ma resta la responsabilità di affidare i cosmetici a un operatore autorizzato, ricevendo la documentazione che ne certifichi il corretto conferimento. In alcuni casi, se previsto da accordi contrattuali, i fornitori possono ritirare le referenze invendute, ma la responsabilità ultima resta in capo al professionista.

Lo smaltimento va visto come parte integrante della transizione a prodotti sicuri: eliminare correttamente le sostanze vietate tutela non solo l’ambiente, ma anche l’immagine di serietà e conformità del centro estetico.

Stop a TPO e DMTA: cosa comporta la nuova normativa per il centro estetico

Da oggi, lunedì 1° settembre 2025, è ufficialmente entrato in vigore il Regolamento (UE) 2025/877, che aggiunge i composti TPO (Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide) e DMTA (Dimethyltolylamine) all’elenco delle sostanze vietate nei cosmetici, come da allegato II del Regolamento (CE) 1223/2009.

Entrambi i composti sono stati classificati come sostanze CMR di categoria 1B (presunte tossiche per la riproduzione), sulla base di evidenze emerse da studi sugli animali. In questi casi, l’uso nei cosmetici è vietato salvo specifiche deroghe, che in questo caso non sono state richieste né concesse.

Cosa comporta questa normativa nella pratica?

  • Divieto assoluto di produzione, vendita, distribuzione, utilizzo e detenzione di cosmetici contenenti TPO o DMTA.
  • Obbligo per saloni estetici, nail bar e professionisti di controllare i propri stock ed eliminare immediatamente le referenze non conformi, anche se ancora sigillate.
  • Maggiore attenzione da parte delle autorità sanitarie e ambientali, con controlli mirati su prodotti attività professionali.

Sanzioni e responsabilità per gli esercenti

Il regolamento attribuisce una responsabilità diretta anche a chi utilizza o detiene prodotti non a norma, non solo ai produttori. In Italia, la violazione del divieto può comportare:

  • Multe da 2.000 a fino a 30.000 euro in caso di utilizzo, vendita o semplice detenzione di prodotti contenenti TPO o DMTA.
  • Sequestro immediato delle scorte non conformi durante controlli e ispezioni.
  • Chiusura dell’attività ne caso di reiterato uso di prodotti non conformi.
  • Responsabilità penale, reclusione da 6 mesi a 2 anni, nei casi in cui dall’utilizzo possano derivare danni alla salute dei consumatori.

È quindi fondamentale che i titolari di saloni e centri estetici provvedano non solo a eliminare i prodotti non conformi, ma anche a conservarne la tracciabilità dello smaltimento (ricevute, formulari, documenti rilasciati da ditte autorizzate). Queste prove diventano la principale tutela in caso di ispezioni.

Conclusione

Il Regolamento (UE) 2025/877 segna un cambio epocale per il settore nails & beauty: non basta più sospendere l’uso dei prodotti contenenti TPO e DMTA, è necessario eliminarli del tutto e dimostrarne la corretta gestione. Solo così si tutelano salute, ambiente e reputazione professionale.

error: Contenuto protetto da Copyright