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La testimonianza di Marianna a conclusione del suo percorso di consulenza Next to You

Nel mondo dell’estetica professionale, crescere oggi significa avere una direzione chiara, un’identità riconoscibile e una strategia in grado di sostenere nel tempo qualità, valore e risultati. È ciò che Marianna Palanga, titolare di Palanga Centro Estetico, ha scelto di fare intraprendendo il percorso di consulenza Next to You, un lavoro strutturato che l’ha accompagnata in un processo di consapevolezza, posizionamento e sviluppo strategico del suo istituto.

Il bisogno che ha portato alla scelta: dare un’identità chiara al centro

La decisione di intraprendere il percorso nasce da un’esigenza forte e profondamente lucida: rendere visibile, leggibile e riconoscibile il vero valore del centro.

“Ho sentito con forza l’esigenza di dare un’identità chiara e reale al mio centro estetico. Dopo anni di studi, esperienze sul campo e un’evoluzione continua, sentivo che ciò che offrivo andava ben oltre il concetto tradizionale di estetica. Lavorare sul posizionamento significava rispondere a domande fondamentali: chi sono? Cosa porto davvero alle persone? Qual è il valore distintivo del mio centro?”

Il posizionamento, all’interno del percorso Next to You, diventa quindi uno strumento di allineamento: tra ciò che il centro è davvero, ciò che comunica e ciò che le persone percepiscono.

Un percorso di consapevolezza prima ancora che di marketing

Per Marianna, il lavoro svolto durante il percorso Next to You è stato prima di tutto un viaggio interiore e professionale: una conferma e, allo stesso tempo, una rivelazione.

“Ho scoperto che tutto quello che stavo facendo – i servizi, l’approccio, persino lo stile del centro – già parlava, in modo silenzioso ma coerente, di ciò che ero e volevo essere. Non stavo costruendo qualcosa di artificiale, ma dando forma consapevole a ciò che già viveva dentro di me.”

La consapevolezza non riguarda solo la persona, ma anche lo spazio, l’atmosfera, i dettagli:

“Ho capito che il centro non deve solo funzionare, ma rispecchiare profondamente chi lo guida. E quando questo accade, tutto si allinea: la comunicazione, i clienti, la qualità dell’esperienza.”

Il cliente ideale come strumento strategico

Uno dei passaggi chiave del percorso Next to You è la definizione del cliente ideale. Per Marianna non è stata una scoperta, ma una messa a fuoco:

“Il lavoro sul cliente ideale mi ha permesso di ottimizzare la proposta dei servizi e rafforzare l’identità del centro. Non ha cambiato cosa faccio, ma come lo comunico e a chi lo propongo. Oggi so di rivolgermi a persone attente alla qualità, attratte da trattamenti di nicchia, interessate agli attivi, alla personalizzazione e a un approccio integrato.”

Per lei, posizionamento e cliente ideale non sono “etichette rigide”, ma strumenti dinamici:

“Sono bussole che mi aiutano a fare scelte consapevoli, coerenti e sostenibili nel tempo.”

Una comunicazione più consapevole, autentica e intenzionale

Anche la comunicazione ha vissuto una trasformazione profonda, non tanto estetica, quanto identitaria:

“La mia comunicazione è cambiata tanto, quasi subito. Cerco di trasmettere non solo un messaggio promozionale, ma un’identità, una visione. Uso un linguaggio più consapevole, scelgo le parole con cura. Il mio è un approccio psicologico-strategico: cerco di far sentire le persone comprese e accolte. Oggi, a differenza di ieri, so cosa voglio trasmettere. E questo fa tutta la differenza.”

Dal posizionamento alle scelte quotidiane

Il percorso Next to You non rimane “sulla carta”: entra nella gestione concreta del centro, diventando parte del modo di pensare e decidere.

“Il posizionamento ormai fa parte del mio modus operandi. Anche quando non ci penso direttamente, guida le mie scelte: fornitori, formazione, servizi. È diventato consapevolezza. E la ricerca del posizionamento, per me, equivale a questo: avere una grande consapevolezza.”

Risultati concreti: numeri, qualità e nuove opportunità

Il cambiamento si è tradotto anche in risultati tangibili:

“Ho visto cambiamenti nel fatturato, nella fidelizzazione e soprattutto nella qualità della clientela. Non parlo solo di numeri, ma di una vera attrazione calamitica delle persone giuste: donne consapevoli, attente, che cercano un’estetica evoluta e scientifica, orientata al risultato.”

Il passaparola cresce, la clientela è più selezionata, le richieste più mirate. E nasce anche una nuova prospettiva professionale:

“In questo processo è nata anche una nuova consapevolezza: il mio ruolo come formatrice. Ho già iniziato a strutturarlo e so che questo sarà un altro passo importante della mia crescita.”

L’esperienza di Marianna dimostra che un percorso come Next to You permette di uscire dalla mondo dell’estetica generalista per costruire un’attività profondamente allineata a ciò che si è.

Marianna stessa lo dice:

“Rifarei questo percorso mille volte. Lo consiglio a tutte le colleghe che vogliono uscire dalla zona grigia dell’estetica generalista e costruire una professione su misura della propria autenticità. Non solo per lavorare meglio, ma per vivere meglio quello che si è.”

 

Il percorso Next to You e l’esperienza di Eleonora, titolare del centro estetico Fior di Loto

Nel settore dell’estetica professionale, sempre più competitivo e in continua evoluzione, passione e competenza non bastano più. Per garantire stabilità economica, riconoscibilità e crescita nel tempo, è necessario intraprendere un percorso strutturato che permetta di dare direzione al business, definire obiettivi concreti e costruire un’identità forte e coerente.

È esattamente quello che ha scelto di fare Eleonora Del Filippis, titolare del centro estetico Fior di Loto a Fondi, attraverso il percorso di consulenza Next to You, che l’ha accompagnata in un lavoro di analisi, consapevolezza e sviluppo strategico del suo istituto.

Il punto di partenza: trasformare la visione in strategia

Dopo quasi otto anni di attività, Eleonora ha sentito il bisogno di fare un passo evolutivo, non solo in termini di immagine ma soprattutto di gestione, organizzazione e direzione strategica:

“Mi sono resa conto che, per quanto la passione e la professionalità siano fondamentali, non bastano da sole a garantire stabilità e crescita. Sentivo il bisogno di dare una direzione più chiara al mio Istituto, di gestire meglio la parte economica e di capire come comunicare meglio il mio valore per differenziarmi in un settore molto competitivo. Il percorso di consulenza con Silvia per lo sviluppo del posizionamento mi è sembrato lo strumento giusto per mettere ordine e dare coerenza alla mia identità professionale.”

Nel percorso Next to You,  la creazione di un posizionamento marketing efficace non è un obiettivo fine a se stesso, ma un tassello di una strategia più ampia che porta ordine, struttura e maggiore consapevolezza nel modo di gestire e far crescere il centro.

Identità professionale: la base di ogni scelta strategica

Uno degli ambiti centrali del percorso è stato il lavoro sull’identità del centro e su quella personale della titolare. Un passaggio fondamentale per costruire una comunicazione coerente, esperienze di valore per le clienti e scelte imprenditoriali consapevoli.

Eleonora racconta:

“Ho scoperto che il mio lavoro non è solo estetica, ma soprattutto ‘cura’ e sostegno. Il riconoscermi negli archetipi dell’angelo custode e dell’eroina mi ha aiutato a capire che accompagno le persone in un percorso di benessere, facendole sentire accolte, protette e valorizzate. Allo stesso tempo ho riscoperto la mia forza, la determinazione e il coraggio di prendere decisioni, anche difficili, per il bene del mio Istituto.”

Questa nuova consapevolezza ha dato forma a una visione più solida del ruolo del centro e del valore che offre ogni giorno alle clienti.

Differenziarsi davvero: quando l’esperienza diventa valore

Una parte importante del percorso Next to You dedicato allo sviluppo di una strategia di posizionamento è l’analisi del mercato e della concorrenza, con l’obiettivo di confrontare l’offerta del centro con quella dei competitor, soprattutto per comprendere cosa rende unico il centro e come comunicarlo in modo efficace:

“Analizzare la concorrenza mi ha aiutato a vedere che quello che faccio non è solo un trattamento, ma un’esperienza diversa. Da me le clienti trovano ascolto, fiducia ed un percorso studiato su misura. Questo, ad oggi, penso che sia un grande elemento di differenziazione.”

Il risultato è una proposta chiara, riconoscibile, centrata sulla qualità della relazione e sulla costruzione di percorsi personalizzati.

Più chiarezza, scelte più consapevoli

Uno degli impatti più concreti del percorso di consulenza Next to You riguarda le decisioni imprenditoriali: investimenti, selezione delle tecnologie, scelte cosmetiche, organizzazione dell’offerta.

“Ora scelgo con più consapevolezza. Non prendo tutto quello che c’è sul mercato, ma solo ciò che è davvero utile e in linea con il mio modo di lavorare e con i bisogni delle mie clienti.”

Meno dispersione, più coerenza, maggiore solidità economica: questo è l’effetto di una strategia chiara e guidata.

Dal “fare di più” al “fare meglio”

Uno dei cambiamenti più importanti emersi dal percorso Next to You riguarda la visione del futuro e la capacità di definire obiettivi concreti e sostenibili:

“Mi ha dato le idee molto più chiare: so meglio cosa voglio proporre, a chi voglio rivolgermi e in che direzione voglio andare. Prima cercavo solo di fare di più, adesso cerco di fare meglio. Il posizionamento mi ha fatto vedere che posso dare stabilità al presente e, allo stesso tempo, costruire con coraggio un futuro più grande e strutturato. Ci credo davvero.”

Questa frase sintetizza perfettamente lo spirito del percorso: trasformare il centro in un progetto imprenditoriale solido, consapevole e orientato alla crescita.

Uno sguardo al futuro: un centro sempre più riconosciuto e riconoscibile

Grazie al lavoro fatto, Eleonora oggi vede chiaramente la strada che vuole percorrere:

“Immagino il mio Istituto come un punto di riferimento sempre più forte per chi cerca un benessere autentico, non solo estetico, rendendo l’offerta sempre più mirata e coerente con la mia identità. Sogno un Istituto che sia riconosciuto non solo per la qualità dei trattamenti, ma anche come luogo dove le persone si sentono accolte, sostenute e valorizzate.”

Ed è proprio questo che il percorso Next to You si propone di fare: accompagnare le titolari verso un modello di centro più strutturato, stabile, riconoscibile e capace di creare valore nel tempo.

 

Guida alla scelta della Radiofrequenza in Estetica

Cos'è la Radiofrequenza?

In fisica con il termine radiofrequenza si intende una frequenza di onde elettromagnetiche compresa tra 100 KHz e 3 GHz. Questo tipo di onde sono utilizzate da oltre 70 anni in medicina, per interventi chirurgici minimamente invasivi come l’ablazione a radiofrequenza e la crioablazione, e in fisioterapia, per il trattamento di traumi e patologie infiammatorie articolari o muscolari attraverso la Tecar (Terapia Capacitiva Resistiva).

Da oltre dieci anni questa tecnologia è usata anche in ambito estetico per la capacità delle onde elettromagnetiche di creare diatermia (calore in profondità) nel derma e quindi attivare la produzione di sostanze in grado di ridare tonicità alla pelle, sia del viso che del corpo. Il Decreto n. 206 del 2015, che regolamenta l’0utilizzo di apparecchiature nel campo dell’estetica professionale, esplicita i requisiti che i macchinari devono rispettare per essere considerati a norma, a seconda che si tratti di Radiofrequenza Capacitiva o Resistiva.

Differenza tra Radiofrequenza Capacitiva e Resistiva

Nella Radiofrequenza Capacitiva gli elettrodi che delimitano il campo elettromagnetico non sono applicati direttamente sui tessuti, ma sono isolati con materiali come cristallo, plastica o ceramica. Inoltre, sono separati visto che uno è posizionato sul manipolo e l’altro generalmente su una placca. Questo tipo di radiofrequenza è quella generalmente più utilizzata in fisioterapia, in cui il tessuto obiettivo è il muscolo che si trova in profondità e che per essere raggiunto ha bisogno di un campo elettromagnetico molto ampio. Dato che in campo estetico il tessuto obiettivo è il derma, il Decreto Ministeriale n. 206 del 2015 ha notevolmente limitato la potenza della radiofrequenza capacitiva, rendendola di fatto molto blanda.

Nella Radiofrequenza Resistiva gli elettrodi sono tutti sul manipolo e vengono applicati direttamente sui tessuti. Il campo elettromagnetico che si viene a creare durante il trattamento è circoscritto all’area di azione del manipolo e questo rende il trattamento sicuro ed efficace nel raggiungere il derma, stimolando i fibroblasti a sintetizzare nuovo collagene ed elastina, rendendo la pelle più compatta, luminosa e liscia.

Il nostro consiglio al centro estetico è dunque quello di scegliere una radiofrequenza resistiva, scegliendo tra i numerosi modelli disponibili ad oggi sul mercato.

Radiofrequenza Resistiva: dalla bipolare alla frazionata

A seconda del numero si elettrodi presenti sul manipolo, è possibile scegliere tra diversi modelli di radiofrequenza resistiva ad uso estetico, passando dalla bipolare, in cui sono presenti due soli elettrodi, alla frazionata, in cui sono presenti numerosi elettrodi dalla forma conica longitudinale. La profondità di penetrazione della RF resistiva dipende infatti, oltre dalla frequenza di lavoro, anche dalla distanza dei poli sul manipolo. La radiofrequenza bipolare garantisce una distribuzione uniforme del calore e una maggiore controllo della profondità di penetrazione. È perciò ideale per i trattamenti di rassodamento della pelle, la riduzione delle rughe superficiali e il miglioramento della texture cutanea. La radiofrequenza resistiva frazionata utilizza una matrice di microelettrodi che erogano energia in modo frazionato, creando microlesioni termiche a intervalli regolari sulla pelle. Solo una frazione della pelle viene trattata con ogni passaggio, lasciando aree circostanti intatte.  La radiofrequenza frazionata può raggiungere strati più profondi del derma rispetto alla radiofrequenza bipolare, stimolando un maggiore rimodellamento del collagene e migliorando la tonicità della pelle. È ideale per i trattamenti di ringiovanimento cutaneo più intensivi, inclusa la riduzione di cicatrici da acne, rughe profonde e il miglioramento complessivo della qualità della pelle.

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Intervista alla nostra Esperta di epilazione laser Irene Coppola

All’interno del team Tecnocosmesi Group, Irene Coppola è il punto di riferimento centrale sul tema della fotoepilazione laser, grazie alla sua esperienza e competenza sul campo. Oggi, oltre a essere la specialista laser presso il suo istituto Skinfeel Beauty Lab di Trapani, è la referente laser del circuito di centri estetici Easy-Epil, all’interno del quale si occupa di formazione e assistenza nelle diagnosi e consulenze. Ma come è iniziato il suo viaggio verso questa specializzazione?

L’Inizio del percorso di specializzazione

Il percorso di Irene è iniziato quasi contemporaneamente al lancio sul mercato della tecnologia del laser a diodo. “Seguendo i primi corsi di formazione, ho subito compreso lo stretto legame tra laser e influenze farmacologiche,” racconta Irene. Essendo una corsista della facoltà di chimica e tecnologia farmaceutica, ha approfondito il tema con ricerche scientifiche, un’attività che continua ancora oggi. Questa passione l’ha portata, nel 2018, a sviluppare il primo corso di approfondimento sul trattamento laser firmato Tecnocosmesi Group.

La domanda più frequente: la Cadenza delle Sedute

In sei anni, Irene ha formato quasi 100 estetiste attraverso corsi online e dal vivo. La domanda più frequente riguarda la cadenza delle sedute di fotoepilazione. “La frequenza delle sedute deve variare in base alle diverse zone del corpo,” spiega Irene. Lo schema proposto nei suoi corsi è basato su studi scientifici che indicano la durata media delle diverse fasi del ciclo del pelo. Tuttavia, una criticità comune è legata alle formule di noleggio delle apparecchiature, che spesso non permettono di seguire perfettamente il ciclo di vita dei peli. Questo è un punto cruciale che Irene sottolinea sempre agli operatori del circuito Easy-Epil.

Personalizzazione dei Trattamenti

Un’altra domanda frequente riguarda la necessità di modificare i valori pre-impostati delle macchine a seconda della zona trattata e del fototipo del cliente. “Abbiamo sviluppato un corso che spiega il motivo dietro ogni variazione dei parametri,” afferma Irene. Il suo obiettivo è offrire una formazione indipendente dalle aziende produttrici delle tecnologie, che si limitano ad insegnare ad utilizzare le proprie apparecchiature, rendendo le estetiste autonome e capaci di personalizzare ogni trattamento in base alle specifiche esigenze del cliente, a prescindere dalla tecnologia utilizzata.

Laser e ceretta: amici o nemici?

In tutti quei casi in cui i risultati stentano ad arrivare con la formula standardizzata della seduta mensile, come il petto o la schiena degli uomini, alcune aziende suggeriscono l’uso della ceretta tra una seduta e l’altra, una pratica che Irene critica fortemente. “Purtroppo non è la prima volta che sento parlare di questi escamotage per addolcire il cliente e fargli percepire un risultato nello sfoltimento dei peli che in realtà è solo fittizio! La ceretta, infatti, estirpando il pelo alla radice non fa altro che alterare il lavoro per step sulla zona seguendo il ciclo di vita dei peli. Il risultato infatti è che sul momento i peli sembrano diminuire ma a distanza di qualche mese saranno di nuovo gli stessi” spiega Irene. 

Dibattito tra Medici ed Estetiste

Il confronto tra trattamento di epilazione laser è sempre un ambito caldo del confronto tra medici ed estetiste. Secondo Irene “i peli superflui sono un inestetismo e non una patologia. La legge consente alle estetiste di utilizzare il laser per la fotoepilazione entro certi limiti, e con gli strumenti a disposizione otteniamo ottimi risultati. La scelta spetta al cliente, che deve valutare la qualità del servizio e il prezzo.”

Affrontare l’Irsutismo

Una delle problematiche più comuni nel campo dell’epilazione laser è l’irsutismo, su cui Irene ha concentrato molti dei suoi studi. “L’irsutismo può essere una condizione genetica o il risultato di un fattore esogeno,” spiega Irene. Per lei questa problematica rappresenta una sfida ma anche una grande soddisfazione professionale, che vede il suo lavoro come un’opportunità per aiutare le persone a ritrovare la fiducia in se stesse. Nei suoi corsi, Irene dedica ampio spazio a questa problematica, offrendo una guida pratica per la sua individuazione e per lo sviluppo di un percorso di trattamento specifico.

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La cura della pelle passa anche dal microbiota

Cura della pelle e microbiota: ecco quanto è emerso dal 25° congresso IFSCC (International Federation of Societies of Cosmetic Chemists) tenutosi a Milano.

La cura della pelle passa anche dal microbiota. Questo e molto altro è quanto emerso dal 25° congresso IFSCC (International Federation of Societies of Cosmetic Chemists) tenutosi a Milano in questi giorni, appuntamento fisso per aziende e ricercatori del mondo cosmetico internazionale. Se fino a qualche anno fa l’attenzione era focalizzata sull’azione a livello epidermico o sottocutaneo per il trattamento di inestetismi o per contrastare l’invecchiamento, negli ultimi anni abbiamo assistito a un interesse crescente rivolto al microbiota cutaneo.

Dermatologia e microbiota

La pelle, l’organo più esteso del nostro corpo nonché la prima barriera contro le aggressioni esterne, è fisiologicamente colonizzata da innumerevoli specie di microrganismi, batteri soprattutto, ma anche funghi, virus e archea che nel complesso costituiscono il microbiota cutaneo.

La variabilità di composizione e di espressione di tali microrganismi è estremamente elevata, registrando differenze sostanziali non solo inter- ma anche intra-individuali. Il microbiota del volto può difatti discostarsi da quello del collo, come del resto cambiare in maniera tempo-dipendente.

Questi microrganismi poi, oltre a essere strettamente interconnessi tra loro, si relazionano anche con il tessuto epidermico sottostante e uno squilibrio del microbiota cutaneo sembrerebbe implicato nell’insorgenza di disturbi o, in certi casi, di patologie epiteliali.

Di contro, un microbiota fisiologico favorirebbe di riflesso anche la salute della pelle. Ed è proprio su questo punto, come testimoniano i molteplici interventi che si sono susseguiti in questo congresso, che i ricercatori si stanno indirizzando.

Tramite l’applicazione di postbiotici o estratti naturali ad azione batterio-modulante sembrerebbe infatti possibile modulare il microbiota senza alterarne le caratteristiche fisiologiche, tra le quali la biodiversità, con risultati positivi sulla pelle sottostante.

È quanto dimostrano ad esempio gli studi coordinati rispettivamente da Federica Carlomagno e Ilaria Faccini.

Nel primo caso, il postbiotico ectoina è stato dapprima isolato e purificato e successivamente testato sia in vitro sia sull’uomo. L’ectoina, un derivato aminoacidico prodotto mediante fermentazione da batteri alofili, ha infatti la funzione di proteggere il batterio stesso dall’ambiente esterno (UV, temperature estreme, agenti chimici ecc.), agendo inoltre come regolatore osmotico.

Dopo averne verificato la capacità di mantenere la vitalità e il metabolismo cellulare trattando cheratinociti epiteliali umani con differenti concentrazioni del principio attivo (ectoina) in differenti condizioni di stress, nonché di stimolare la produzione di peptidi antimicrobici utili nel contrastare le infezioni, ne è stata testata la capacità immunomodulante.

Per farlo, i ricercatori hanno confrontato l’espressione di beta-defensina, una proteina immunitaria, di cheratinociti esposti a ectoina per 48 ore e per le successive 24 a lipopolisaccaridi (LPS) con quelli di controlli negativi (non trattati) e controlli positivi (trattati solo con LPS).

La coltura pre-trattata con ectoina ha dimostrato un aumento di beta-defensina 1 con conseguente maggiore protezione dagli insulti esterni.

Lo studio è quindi proseguito sull’uomo al fine di valutare la capacità del postbiotico di mantenere l’omestasi del microbiota cutaneo anche in presenza di condizioni ambientali avverse e i suoi effetti a livello della pelle. A 20 soggetti esposti abitualmente a elevati tassi di inquinamento è stata dunque applicata una crema a base di ectoina su metà del volto, una crema placebo sull’altra metà. L’analisi metagenomica della flora cutanea è stata condotta a 14 e 28 giorni dimostrando che il prodotto:

  • è efficace nel bilanciare il microbiota. Rispetto al lato con placebo, l’espressione di alcuni Actinobacteria (il phylum maggiormente presente a livello cutaneo in condizioni fisiologiche) è infatti risultata più elevata
  • ha migliorato l’idratazione della pelle del 3,9% e 5,5% a 14 e 28 giorni rispettivamente, oltre che la sua elasticità
  • ha diminuito gli indici di secchezza e rugosità.

La crema ha perciò dimostrato non soltanto di rispettare il microbiota della cute, ma anche di ristabilirne l’equilibrio con benefici nella pelle sottostante.

Estratti naturali nei cosmetici e microbiota cutaneo

Passando invece agli estratti naturali, Ilaria Faccini e colleghi ha dimostrato come metaboliti di lampone artico (Rubus Articus), inseriti in un’opportuna formulazione cosmetica, siano in grado di stimolare le difese immunitarie riducendo di contro la risposta immunitaria, agendo sull’equilibrio del microbiota e rispettando la funzionalità cellulare dell’epidermide. L’estratto di Rubus Articus si presenta quindi come un potenziale prebiotico.

Test in vitro e in soggetti con pelli secche o molto secche hanno infatti dimostrato come una sua applicazione abbia:

  • promosso l’espressione di geni coinvolti nei meccanismi di difesa e riconoscimento dei patogeni quali TRL2 o HBD3
  • favorito la capacità di riparazione delle ferite e l’integrità dello strato corneo agendo sulle giunzioni inter-cellulari dei cheratinociti
  • ridotto la risposta infiammatoria modulando la sintesi di citochine anche in presenza di infezione da S. aureus
  • migliorato gli indici di idratazione della pelle
  • incrementato leggermente la biodiversità del microbiota modulando l’espressione dei tre principali phyla batterici (Actinobacteria, Firmicutes e Proteobacteria)
  • sostenuto la proliferazione del commensale S. epidermidis e ostacolato quella del patogeno S. aureus.

Questi e molti altri gli spunti da IFSCC 2019, dal quale emerge anche nel settore cosmetico una sempre più crescente sensibilità al mondo del microbiota fondata su basi scientifiche. Trattare il microbiota per trattare la nostra pelle quindi. Un concetto che promette di cambiare il futuro target di questo settore.

Articolo tratto da microbioma.it

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